Indirizzo: Ufficio di Stato per il turismo Contrada Omagnano, 20 cap 47031 Telefono: Tel.0549/882998 - 0549/882410 - 882400 fax 0549/882575 Abitanti: 26.266 Superficie: 61 kmq Altitudine: 750
Collegamenti: Come arrivarci: in auto: autostrada A14 uscita Rimini sud tramite la statale Rimini - San Marino fino a Borgo Città. Parcheggiando a Borgomaggiore si può utilizzare la funivia che in pochi minuti raggiunge le Rocche. in bus: da Rimini tramite la linea autobus n.17 e diverse linee di corriere: le autolinee Bonelli (0541/372432) e Fratelli Benedettini (tel. 0549/903854) effettuano servizi da Rimini. in bici: suggeriamo alcuni percorsi tutti con partenza da Rimini. 1) Superstrada per Cerasolo - Dogana - Domagnano - Borgomaggiore. Grado di difficoltà nullo fino a Dogana, poi media difficoltà fino a San Marino Città. Tempo di percorrenza 45 minuti circa. 2) Strada Marecchiese fino a Torello di San Leo, poi Acquaviva - Borgomaggiore. Grado di difficoltà nullo fino a Gualdicciolo, poi discreta difficoltà fino a Borgomaggiore. 3) Villaggio I Maggio - Ospedaletto - San Patrignano - Torraccia - Domagnano - San Marino. Percorso pianeggiante fino a Ospedaletto, poi difficoltà media. 4) Coriano - Croce - Mercatino Conca - Montelicciano - San Marino. Pianeggiante fino a Mercatino, poi difficoltà media fino a Fiorentino.
La storia
La leggenda vuole che l'antica Repubblica di San Marino venne fondatafu nel 301 d.C. da uno scalpellino dalmata, Marino, a cui Diocleziano aveva affidato il compito del restauro delle mura di Rimini. Marino era cristiano e per sfuggire alle persecuzioni volute dall'imperatore si rifugio' sul Monte Titano dove fondo' una piccola comunita'. La comunità cosi formatasi divenne comune nel IX sec. e da allora rimase indipendente e si dette degli statuti. Prima dell’affermazione del potere pontificio, i cittadini formarono la loro comunità dedicata ad un santo come si usava al tempo, e scelsero il nome del leggendario Marino. La piccola Comunità del Monte Titano, si denominò in un primo momento "Terra di San Marino" poi "Comune di San Marino" ed infine "Repubblica di San Marino". La struttura sociale era formata da una assemblea di capi famiglia (Arengo) presieduta da un Rettore. Le prime leggi e gli Statuti ispirati a principi democratici. risalgono infatti a questa epoca. La crescita della comunità richiedeva la condivisione delle responsabilità governative con altre figure e così il Rettore venne affiancato da un Capo difensore e successivamente, nel 1243 si nominarono i primi due Consoli. Ancora ai giorni nostri i due Capitani Reggenti si alternano al potere ogni sei mesi, confermando la validità e l’efficienza delle costituzioni, in particolar modo di quella Regenziale. L’amore per la libertà dei cittadini della repubblica di San Marino contribuì a mantenere il patrimonio indipendente dalle continue contese come quella con i Vescovi del Montefeltro che pretendevano il pagamento di tributi. Attraverso le leggendarie balestre, i Sammarinesi difesero caparbiamente la loro città e parteciparono alle risse a fianco dei Montefeltro di Urbino, sostenitori del Partito ghibellino. Il territorio sammarinese si estendeva nel medioevo nei pressi del monte Titano e tale rimase fino al 1463, quando i sammarinesi presero parte all'alleanza contro il signore di Rimini: Sigismondo Pandolfo Malatesta. La guerra fu vittoriosa e Papa Pio II, per ricompensare la sua partecipazione alla guerra, aggiudicò a San Marino i castelli di Fiorentino, Montegiardino e Serravalle ai quasi si affiancò spontaneamente anche il castello di Faetano. Da quell’anno, il 1463 il territorio è rimasto immutato. Per pochi mesi fu occupata militarmente sia da Cesare Borgia nel 1503 e successivamente dal Cardinale Giulio Alberoni, nel 1739. Dal Borgia la spuntò con la morte del medesimo. Dal Cardinale Alberoni seppe sottrarsi con la ribellione civile al sopruso ed informando il Sommo Pontefice. Quest’ultimo riconobbe il buon diritto di San Marino e ne ripristinò l'indipendenza. Nel 1709, i Sammarinesi rifiutarono prudentemente l’estensione dei territori offerto loro da Napoleone in quanto gia soddisfatti dei propri confini. Nel 1861 Lincoln dimostrò la sua simpatia e la sua amicizia per San Marino scrivendo fra l'altro ai Capitani Reggenti "... benchè il vostro dominio sia piccolo, nondimeno il vostro stato è uno dei più onorati di tutta la storia...". San Marino vanta una tradizione di ospitalità eccezionale in tutti i tempi. In questa terra di libertà non fu mai negato il diritto d'asilo e l'aiuto ai perseguitati dalla sfortuna e dalla tirannia, qualunque fossero la loro condizione e le loro idee. Due fra i tanti esempi che si potrebbero elencare sono quello di Giuseppe Garibaldi che nel 1849, circondato da tre eserciti dopo la caduta della Repubblica Romana, venne ospitato e trovò insperata salvezza a San Marino assieme ai suoi compagni sopravvissuti e quello che vide San marino ospitare oltre 100.000 rifugiati durante la Seconda Guerra Mondiale Durante la seconda guerra mondiale San Marino, benchè avesse osservato strettamente la sua neutralità, fu gravemente danneggiata dai bombardamenti alleati del 1943-44 e dalle distruzioni dei tedeschi in fuga.
Da vedere
LA ROCCA Il fortilizio, le cui origini sono anteriori al XII secolo, sorge sullo strapiombo. Ha pianta a forma di pentagono irregolare e si articola in una doppia cortina muraria che dà luogo a due cortili murati. Varcato il portale della cinta muraria esterna, si accede al grande cortile nel quale, addossata alla cortina di ponente, sorge la cappella di Santa Barbara, eretta nel 1961 con il reimpiego di manufatti romanici, in primo luogo la lunetta di pietra della porta d'ingresso. PALAZZO PUBBLICO Fu costruito nel 1884 su progetto dell'architetto Francesco Azzurri di Roma. Sorge nell'area che fu della "domus communis magna" del XIV secolo e poi del vecchio palazzo pubblico tardorinascimentale, la cui facciata è visibile in foto e cartoline dell'ultimo quarto dell'Ottocento. L'attuale edificio, interamente costruito in pietra arenaria estratta dalle cave del Monte Titano, è stato inaugurato il 30 settembre 1894 con un discorso tenuto da Giosuè Carducci. PORTA DI SAN FRANCESCO Detta anche porta del Loco, presenta nel prospetto esterno, sopra il portale ogivale, una caditoia con grande stemma in pietra del XVII secolo, mentre nella fronte interna reca due lastre ad altorilievo in pietra arenaria raffiguranti l'una l'aquila ghibellina, o feltresca, l'altra l'emblema comunale delle tre torri piumate con il motto "libertas". I manufatti sono rispettivamente del XIV e XV secolo. La porta è riprodotta con grande fedeltà nella matrice d'argento di un sigillo della comunità del Cinquecento giacente nell'Archivio di Stato a San Marino. CHIESA DI SAN FRANCESCO La costruzione, come ricorda l'epigrafe collocata sopra la porta d'ingresso, fu avviata nel 1361. Qualche anno dopo i frati Minori di San Francesco lasciarono il piccolo convento del Serrone e si insediarono nel nuovo edificio, collocato fuori dalla seconda cinta muraria. La chiesa ha subito modificazioni, in particolare con l'elevazione delle mura perimetrali, nel corso del XVII e XVIII secolo. Il prospetto laterale di mezzogiorno, accanto ai finestroni seicenteschi, reca le agili monofore del Trecento, benchè tamponate, e, più in basso, i simboli delle maestranze comacine che innalzarono la chiesa in solidi blocchi di pietra concia. La facciata della chiesa è il risultato dell'intervento di ripristino effettuato nel 1958 con rimozione della loggia a tre arcate sormontata da attico, ed erezione di una loggia a quattro colonnine ottagone, sul modella della chiesa conventuale di Sant'Igne di San Leo. BASILICA DI SAN MARINO L'edificio attuale fu iniziato nel 1825 su progetto dell'architetto Antonio Serra di Bologna nell'area in cui sorgeva la Pieve medievale. La chiesa fu aperta ai fedeli nel 1838. Pio XI nel 1926 ha elevato la Pieve alla dignità di Basilica Minore. nel 1982 vi ha sostato in preghiera papa Giovanni Paolo II durante la visita ufficiale alla Repubblica. La Basilica riproduce lo stile del più rigido neoclassicismo: in facciata ha un pronao esastilo al di sopra del quale a coronamento vi è il classico timpano, che contrasta con il massiccio campanile tardorinascimentale, nella cui cella sono alloggiate le sette campane fuse tra il 1961 e il 1963.
Musei
Mostra dell'Artigianato P.le M. Giangi, 2 - Città tel. 0549/992148 - 992499
Museo delle Armi Moderne Palazzo Manzoni Borghesi, Contrada della Pieve, 2 - Città tel. 0549/991999
Museo di Stato Scala Bonetti, 2 - Città tel. 0549/882670
Museo delle Armi Antiche II Torre Castello della Cesta, Salita alla Cesta - Città tel. 0549/991295
Museo San Francesco Via Basilicius, 33 - Città tel. 0549/991160
Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea Loggia dei Balestrieri - Città
Museo Auto d'Epoca Via dei Boschetti - Borgo Maggiore tel. 0549/906292
Museo delle Cere - Strumenti di Tortura Via Lapicidi Marini, 17 - Città tel. 0549/992940
Maranello Rosso Collezione Strada dei Censiti, 21 - Falciano tel. 0549/970614
Museo delle Curiosità Via Salita della Rocca, 26 - Città tel. 0549/992437 - 991075
Reptilarium Acquarium Via Paolo III, 5 - Città tel. 0549/990318