Indirizzo: Via Roma 1 cap 47855 Regione: Emilia Romagna Telefono: 0541/854060 - Fax 0541/854012 Abitanti: 1061 Superficie: 19,2 kmq Altitudine: 404
Collegamenti: Distanza da Rimini: km 23 Distanza da Cattolica: km 19
In auto: Autostrada a14 uscita Rimini sud e poi seguire la strada per Coriano e Gemmano. Autostrada a14 uscita Riccione e poi dalla Statale 16 fino al bivio per Morciano. Da Morciano si prosegue fiancheggiando il corso del Conca per Santa Maria del Piano, più avanti si svolta a sinistra per Onferno. Un altro percorso, più tortuoso ma anche più panoramico, è quello che svolta a sinistra per Gemmano. Più veloce il primo percorso, più impegnativo e lungo il secondo.
In treno: stazione di Rimini, poi bus.
In bus: linea 124 da Rimini, poi a Morciano linea 172. Tempo di percorrenza poco più di 1 ora e mezza.
In bici: percorso impegnativo, da mountain bike, con salite ardite per veri infaticabili del pedale quello che arriva a Gemmano e poi discende ad Onferno. Più facile quella che segue le indicazioni per Santa Maria del Piano.
La storia
Leggenda vuole che il nome Gemmano derivi da Gemma in mano. Si narra che un soldato etrusco sia stato ucciso dai romani mentre portava un anello alla «fidanzata». Quindi le origini del nome potrebbero derivare dall'epoca romana. Sulle pendici della collina vi sono resti della civiltà romanica ancora non portati alla luce. Da reperti e documenti risulta che il luogo fin da allora venisse individuato come «fondo gemiinum». Successivamente il comune appartenne ai Malatesta e anche qui, come su tutti gli altri colli della Signoria dei Malatesta, sorse una fortezza con annesso un piccolo borgo, del quale restano solo poche tracce della muratura esterna e del borgo si riconosce solo la struttura, essendo stato protagonista nel 1944 - per il passaggio della Linea Gotica - di una terribile battaglia tra alleati e tedeschi che ha fatto subire al paese distruttivi attacchi e bombardamenti. Appartenne poi allo Stato Pontificio fino all'unità d'Italia. Sulle tre colline che dominano il territorio comunale vennero edificati i castelli di Onferno, Marazzano e Gemmano, dei quali ancora oggi esistono i ruderi in parte restaurati. Leggenda vuole che Dante Alighieri, dopo aver sostato dal conte Ugolino della Faggiola mentre fuggiva da Firenze per andare a Ravenna, scendendo la valle del Conca, si sia rifugiato nelle Grotte Carsiche di Onferno (in origine chiamato Inferno) ed alle stesse si sia ispirato per scrivere il cantico. Lo stemma del Comune raffigura una mano che stringe un anello, disposta su tre rilievi montagnosi, che rappresentano i tre castelli di Gemmano.
Cosa vedere
GROTTE DI ONFERNO Da Gemmano scendendo verso la valle del Conca si raggiunge Onferno, l'antico Castrum Inferni. Il motivo di questo nome sinistro era dovuto alle fumate di vapore che nei mesi invernali, specie al crepuscolo, emanavano dalle rocce lasciando immaginare che proprio lì si celasse l'ingresso degli inferi. In realtà il fenomeno delle fumate è causato semplicemente dalla differenza termica tra l'interno della grotta e l' esterno, ma l'arcano fu svelato solo nel 1916, quando lo speleologo bolognese Quarina visitò per primo la grotta. Il passaggio dal nome Inferno a quello attuale di Onferno è avvenuto nel 1810 per mano del vescovo riminese Gualfardo, che probabilmente voleva far scomparire il regno di Satana dalla sua diocesi. Si ritiene comunque che la fondazione di Onferno sia precedente al 1231, e risalga al tempo delle invasioni barbariche come rifugio per le popolazioni locali. In passato, Onferno rivestì una certa importanza grazie alla sua posizione strategica e alle cave di gesso, che rifornivano tutti i paesi vicini. Fu un possedimento dei Malatesta, espugnato e distrutto da Federico da Montefeltro nel 1469. Un fiumiciattolo sotterraneo ha scavato queste rocce gessose dando luogo a cunicoli, stanze, anfratti che si sviluppano nel sottosuolo per circa 750 metri complessivi. Al pubblico sono aperti circa 400 metri di percorso spettacolare: grandi stanze con le rare conformazioni dei “mammelloni”, ampi corridoi segnati dal corso d’acqua sotterraneo . Un viaggio all'insegna dell'avventura (le grotte sono abitate da una una delle più numerose e varie colonie di pipistrelli che si trovi in Italia). All’uscita delle grotte altri 400 metri di percorso in un ambiente tra acqua, roccia, piccole cavità e splendida vegetazione. Grande suggestione per una visita di circa un’ora con guida e attrezzatura fornita dal Centro Visita. Sopra il promontorio che sovrasta le grotte, c’è il borgo di Onferno, un tempo vero e proprio castelletto rurale, oggi recuperato a strutture ricettive e di ristorazione.
RISERVA NATURALE ORIENTATA E' stata istituita nel 1992 e si estende su una superficie di 123 ha, tutelata per la presenza di una vegetazione densa e ricca, di una fauna con presenza di animali selvatici rari, di una geologia particolare con formazioni di gessi e calanchi. Un territorio indubbiamente bello e vario che con un po’ di attenzione consente escursioni e osservazioni naturalistiche e paesaggistiche di ottimo livello favorite anche da una curata segnaletica. Tra i principali itinerari sono indicati il sentiero della Madonna della Pioggia, il sentiero del Faggio e il sentiero botanico. Tanti altri percorsi a piedi, a cavallo e in mountain bike sono possibili con un minimo di conoscenza del territorio.
MUSEO DELLA RISERVA NATURALE ORIENTATA DI ONFERNO Si tratta di un museo naturalistico con finalità espositive e didattiche. Vengono illustrate le emergenze che caratterizzano le grotte e la Riserva dal punto di vista vegetazionale, faunistico, geologico. C’è anche un giardino botanico. Il tutto è annesso al Centro Visita delle grotte, ricavato nella antica Pieve di Santa Colomba e che rappresenta ovviamente il punto obbligato per le migliori escursioni nella zona e all’interno della cavità.
CHIESA DI CARBOGNANO E' una piccola ma armoniosa chiesetta rurale posta in bella posizione nella omonima località. E’ luogo di venerazione di una bella immagine di una Madonna nera del XVI secolo e rende bene l’idea dei piccoli santuari ancora immersi nel verde.