Indirizzo: Via Roma, 3 cap 47834 Regione: Emilia Romagna Telefono: 0541/980035 Abitanti: 1.577 Superficie: 22,41 kmq Altitudine: 265
Collegamenti: Distanza da Rimini: km 32 Distanza da Cattolica: km 16
La storia
Già nel primo medioevo Montefiore è sottoposto, come dimostrano le bolle papali di Innocenzo II e Alessandro III risalenti al XII secolo, alla giurisdizione di Rimini; nel 1302 il castello cerca di sottrarsi a questo dominio ma la minaccia di un assedio stronca la ribellione. Con l'avvento al potere dei Malatesta, divenuti signori indiscussi del Riminese e dei territori vicini, Montefiore vede il periodo di massimo splendore: la potente casata scelse questo paese per edificarvi una delle più grandi e imprendibili fortezze, alla quale venne riconosciuto un ruolo fondamentale nella strategia di controllo dei confini del ducato di Urbino, distante solo poche miglia e governato dalla temibile famiglia dei Montefeltro. La rocca viene costruita attorno alla metà del 1300 ed è subito resa dimora adatta ad accogliere personaggi illustri e, nello stesso tempo, pronta a dimostrarsi efficace avamposto militare. I Malatesta governarono il paese e tennero la fortezza per più di cent'anni consecutivi e in essa nacque nel 1377 Galeotto Novello Malatesta, detto, proprio per il luogo di nascita, Galeotto Belfiore. A partire dal 1432 Sigismondo Pandolfo, il più celebre dei Malatesta che fu signore battagliero come pochi altri, esaltò l'importanza strategica del castello e migliorò la rocca. Fu in questo periodo che il borgo si ingrandì dotandosi di istituzioni religiose e civili di grande importanza sociale come i monasteri, gli ospedali e il monte di pietà. La cittadinanza poteva vantare la presenza di notai, banchieri, giureconsulti e letterati che rivestirono incarichi prestigiosi in tutta Italia. Nel 1458 la rocca è conquistata da Federico da Montefeltro ma subito ripresa da Sigismondo. Quattro anni più tardi Federico la assedia nuovamente e se ne impossessa, con gran fatica, per conto della Santa Sede. Quando per i Malatesta giunge la disfatta, per Monteriore, come per gli altri paesi di questa parte della Romagna, comincia l'alternarsi di diversi domini: governarono sul paese i Guidi di Bagno, i Borgia, la repubblica di Venezia, ed anche Costantino Comneno principe di Macedonia che morì proprio a Monteriore nel 1530. Dopo di questi il castello passò definitivamente alla Chiesa. Nel 1797 Monteriore fa parte della Repubblica Cisalpina. Una delle figure di spicco dello schieramento democratico fu proprio il prete di Montefiore don Gaetano Vitali, che avendo tenuto a Rimini due discorsi in difesa della Repubblica, fu costretto con la Restaurazione a ritrattare pubblicamente le proprie opinioni. Questo comunque non gli impedì di diventare una figura intellettuale di primo piano, storico apprezzato, professore di logica e metafisica, autore di numerose opere che vanno dai saggi di filosofia alle elegie, dalle canzoni per nozze ad un erudito volume sulla storia di Montefiore. Quindi mutando bestie e cavallari, Arimino passò la sera ancora; né in Montefiore aspetta il matutino e quasi a par del sol giunge in Urbino. (Ariosto, "Orlando Furioso", c. 43, s. 147)
Cosa vedere
LA ROCCA Questa Rocca domina la media valle del Conca e quella del Ventena. Il castello è documentato come ultimato nel 1320. Aggiunte notevoli furono fatte da Malatesta Ungaro, che predilesse questo edificio e lo fece decorare con un bellissimo stemma lapideo con il "cimitero", tuttora visibile sulla porta, e con i dipinti in parte miracolosamente superstiti. Nella grande camera dell'imperatore ritroviamo ritratti di antichi eroi e due scene frammentarie di battaglia, affrescate dal pittore bolognese Jacopo Avanzi intorno al 1370. Si tratta degli unici resti di decorazioni pittoriche appartenenti a edifici privati malatestiani. Ulteriori interventi con Carlo Malatesta (1408) e poi con Sigismondo Pandolfo. L'eccezionale importanza del castello di Montefiore è rivelata da numerosi indizi: principalmente la falsa braga che lo circonda su tutto il perimetro, caratteristica unica nell'area malatestiana e ben rara a trovarsi in assoluto. Tale forma di raddoppio del recinto e sovrapposizione verticale dei campi di tiro fa risalire la sua genealogia alle mura teodosiane di Costantinopoli, ma l'esempio occidentale più noto si trova nella cit di Carcassonne. Anche all'interno si vedono tracce di grande splendore negli spaziosi ambienti voltati e nei resti di affreschi.
PIEVE DI SAN PAOLO E' dedicata a San Paolo. Già negli Statuti quattrocenteschi si legge che il beato Apostolo Paolo è patrono "comunitatis Montis Florum, et totius curie, et districtus". Ai primi del cinquecento, quando in Romagna infuriava la peste, i montefioresi elessero San Rocco compatrono della loro terra. L'edificio è stato più volte rimaneggiato, specialmente all'interno. Se ne ignora l'anno della fondazione, benché sia indubbio che nel 1370 aveva già il suo pastore d'anime nel rettore Pietro. Dal testamento di certo Nicola de' Ferrari, milanese, fatto in Montefiore il 20 agosto 1497, si apprende che a quel tempo era cominciata la Cappella del Sacramento. In un inventario del 4 luglio 1516 si legge che la chiesa era dotata di sette altari. Le pareti erano affrescate. Dal lato esterno si vede che la costruzione è schiettamente gotica. Il campanile è d'età anteriore. Il portale ad ogiva tipicamente gotica, è della fine del sec. XIV. Alla scuola riminese del Trecento appartiene il Crocifisso su tavola (m. 3,50x2,77), che si ammira nell'omonima Cappella. Ai lati del Crocifisso sono raffigurati la Madonna e S. Giovanni Evangelista; in alto il Redentore; in basso la Maddalena. L'autore si ispira a Francesco da Rimini. Gli angeli recanti gli emblemi della Passione che sono dipinti su tela nella parete di fondo di questa Cappella sono del '700. Di qualche secolo anteriori e di buona fattura sono gli affreschi nella volta della Cappella, nei pilastri e nelle facce degli archi. Ma per essere in grandissima parte scoloriti e cancellati, non riescono comprensibili. Il quadro della Madonna della Misericordia, sull'altare maggiore, proviene dalla Chiesa dell'Ospedale. L'attribuzione del dipinto è stata controversa. Un tempo si pensava fosse di Giovanni Santi, padre di Raffaello; poi di Bartolomeo di maestro Gentile, ora studi recenti lo attribuiscono a Luzio Dolci. Il capitello dell'acquasantiera è di buona fattura trecentesca. Il basamento marmoreo del battistero reca incisa la data del 1669.
SANTUARIO DI BONORA Uno dei luoghi di culto più importanti della valle de Conca. Vi si venera un'immagine che "è sempre stata detta la Madonna di Bonora dal nome dell'antico padrone della cella, un'eremita, Bonora Ondidei che fece testamento il 7 ottobre del 1409". L'aspetto odierno del santuario risale alla prima metà dell'Ottocento, quando una certa Annunziata Rossi beneficiò di una prodigiosa guarigione: "Divulgatosi appena il prodigio nel distretto di Montefiore, i divoti di Maria si diedero tosto a riattare l'oratorio e, ridottolo uffiziabile, tutti a folla cominciarono a concorrervi per venerare quella immagine che divenne una fonte perenne di prodigi e grazie". Vi si conservano, oltre all'antica e miracolosa immagine, alcuni pregevoli ex voto dipinti di fattura popolare e risalenti al secolo scorso.
CHIESA DEI CAPPUCCINI Si annida umile e graziosa su una spianata del Monte Auro, fra tigli, pini e castagni. La chiesa, intitolata alla SS.Trinità, fu costruita nel 1574. Il convento è coevo. Fa parte della Provincia Picena ed è l'unico che rimane a Montefiore dopo la soppressione dei Cenobi del Terz'Ordine Francescano, dei Celestini e dei Conventuali. Nell'interno il visitatore è attratto da due tele secentesche raffiguranti "il Crocifisso con San Gerolamo" e "La Madonna con Bambino e San Felice da Cantalice". Del '600 è l'altare in noce, mentre i riporti laterali sono precedenti di qualche decennio. Le balaustre in noce massiccio appartengono alla fine del secolo XVII.
CHIESA DELL'OSPEDALE Nel secolo XV ben tre Ospedali erano a disposizione dei montefioresi e dei pellegrini. Il più antico era quello del Pozzo, detto del Bordo o di S. Maria della Misericordia. Gli altri due sorgevano in località Serbadone di Sopra e nel sobborgo della Pedrosa. La chiesa dell'ospedale, o della misericordia, conserva frammenti di decorazioni ad affresco che ricoprivano tutto l'oratorio. Queste preziose decorazioni furono volute dalla confraternita della misericordia e portate a termine a più riprese nel trentennio che va dal 1475 al 1505. A dipingere l'intero affresco furono chiamati i pittori di Casteldurante (Urbania) Bernardino ed Ottaviano Dolci.
MANIFESTAZIONI
Da segnalare tra gli eventi la straordinaria processione del Venerdi santo con la partecipazione di personaggi in costume d’epoca, la Sagra della Castagna che si svolge ogni domenica del mese di ottobre. Si svolge invece nel mese di Luglio, Una Stagione per le Arti, con mostre, corsi ed attività artistiche che si svolgeranno presso la Rocca. Durante il periodo Natalizio non mancate di visitare il suggestivo Presepe Vivente che si svolge in tutto il centro.