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Santarcangelo
Provincia di Rimini |
| Santarcangelo è un paese speciale.
Sarà forse per la sua doppia anima popolare e nobile. Sarà forse per le sue tradizioni ancora vive, i monumenti, le misteriose grotte, gli straordinari artigiani, le sue fiere, le tentazioni di una ottima cucina e la sua gente che racconta storie seduta all'ombra dei vicoli antichi: resta il fatto che Santarcangelo a soli due passi dal mare offre un'atmosfera diversa da ogni altro luogo della Provincia di Rimini.
LA STORIA: Santarcangelo, sul colle Giove, a cavallo fra i fiumi Uso e Marecchia, è uno dei paesi più interessanti di tutta la Romagna. L'abitato di epoca romana si trovava nella piana, all'incrocio fra la via Emilia e la via Aretina. Nel Medioevo, si sa, si stava meglio sui colli, da dove, muniti di rocche e mura, si potevano dominare le valli e le pianure. Santarcangelo non fa eccezione e da un piccolo "Castrum" documentato già intorno al 1000, diventa un centro potente e ricco in mano ai Malatesta prima, poi ai Montefeltro, a Cesare Borgia, al Papa. La grande ricchezza dei suoi proprietari terrieri si traduce nell'edificazione di dimore signorili e di edifici pubblici, appena sotto le contrade, la parte più alta del paese, popolate di semplici casette ad un piano. La visita del paese può cominciare da piazza Ganganelli, dedicata, insieme all'Arco, al concittadino Papa Clemente XIV, sulla quale si affacciavano edifici ottocenteschi. Procedendo nelle vie che salgono verso la Rocca si incontrano chiese e palazzi di elegante fattura che racchiudono spesso pregevoli opere d'arte. Nella chiesa più importante, la Collegiata, della metà del '700, si possono ammirare un Croccefisso di Scuola Riminese del 1300, un Polittico ligneo, sempre del 1300 attribuito a Jacobello da Bonomo, e due tele del pittore santarcangiolese Guido Cagnacci che, insieme a Guido Reni e ai Carracci, fu uno dei grandi del 600 emiliano, Poi il visitatore si faccia conquistare dalle strade di sasso o di pietra, dai muri di cotto, dai giardini dentro i cortili, dai bei portali settecenteschi, dalle botteghe artigiane, dai mulini, purtroppo non più in funzione, dagli odori e dai sapori dispersi nell'aria, dalle voci dialettali. Scoprirà da solo come si può viaggiare nel tempo... |